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Mondragone (Ce). La Questione Meridionale tra ieri e oggi

di Antonio Rungi

I recenti fatti di cronaca nera lungo il litorale Domiziano con l’arrivo dell’Esercito e il potenziamento della presenza delle Forze dell’Ordine per il contro del territorio è uno dei tanti motivi che hanno spinto gli storici locali a riflettere su “La Questione meridionale ieri ed oggi”. A promuovere questa scuola di altra formazione umana, culturale e sociale è il locale liceo scientifico statale “G.Galilei” di Mondragone, con il sostegno dell’Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli, l’Assessorato alla cultura del Comune di Mondragone. Questo importante corso di formazione si svolgerà dal 20 al 22 ottobre 2008, presso il Museo Civico Archeologico “Biagio Greco” di Mondragone dalle ore 16.00. Le conferenze saranno dettate nell’Aula “Mario Pacifico”. Coordina la scuola di formazione la professoressa Filippa De Gennaro del locale liceo statale. Il 20 ottobre alle ore 16,00 è prevista la cerimonia di apertura con i saluti del sindaco della città, dott. Achille Cennami e dell’Assessore alla Cultura Antonio Tagliatatela; del prof. Aldo Tonini, responsabile delle scuole di Alta formazione dell’IISF di Napoli, della coordinatrice del Seminario di Studi. A seguire, la prima lezione sulle "Origini della Questione Meridionale", con relazione e dibattito tra i partecipanti. Il giorno 21, sempre con inizio alle ore 16.00, la seconda lezione su “Il Mezzogiorno nel Novecento”, con relazione e dibattito. Si chiude il giorno 22 ottobre, con inizio alle ore 16.00 con la terza ed ultima lezione su “Lo stato delle cose e le prospettive future”. Un appuntamento culturale e sociale di grande rilevanza per capire il fenomeno della delinquenza comune ed organizzata, ma anche i grandi ritardi accumulati dal Meridione d’Italia a partire dell’Unità d’Italia. Ritardi evidentemente non ancora superati, ma che rischiano di aggravarsi in ragione di una limitata coscienza civile, di impegno personale e collettivo, di responsabilità individuali e comunitarie in ordine al bene comune e alla casa comune che è il territorio del Sud, ma soprattutto l’Italia intera. La coscienza che senza il Meridione l’Italia non potrà mai decollare in vari campi in modo definitivo viene a trovare conferma nel fatto dei gravi ritardi accumulati negli anni in questa importantissima e strategica zona dell’intero territorio nazionale. Di questo ne hanno avuto chiaro sentore anche i Vescovi Italiani e specialmente quelli della Campania che più volte hanno posto l’accento sulla questione meridionale, come questione prioritaria da risolvere per il bene dell’intero Paese. La sfida alle varie mafie operanti nel Meridione, la lotta alla disoccupazione, il sostegno allo sviluppo economico, un migliore sistema viario e di comunicazione, la riqualificazione e la difesa del territorio, il problema dell’ecologia, il rispetto delle leggi passano attraverso un’opera di rieducazione alla convivenza civile e democratica di cui si deve far carico la scuola, ma anche le varie istituzioni sociali, laiche e religiose. Insieme si può fare uscire dall’emergenza sociale e culturale il Meridione d’Italia avviando a soluzione una questione che il nostro Paese si trascina dall’Unità d’Italia, nel 1861, in avanti e soprattutto con Roma capitale, nel 1870. Il seminario di studi che si terrà in una terra segnata da tanti conflitti sociali vorrà non solo fare analisi del passato, ma indicare un percorso per il futuro. Da qui titolo “La Questione Meridionale ieri e oggi" che l’Alta scuola di formazione ha voluto dare a questo seminario di studi, rivolto ai docenti, ai studenti ed ai cittadini che vorranno approfondire il tema, ma anche con il dibattito contribuire al miglioramento dell’ambiente sociale e culturale del litorale Domiziano ed più in generale del Meridione e dell’Italia.
Per informazioni rivolgersi alla coordinatrice del seminario, prof.ssa Filippa De Gennaro, c/o Mediateca comunale – Via Castelvolturno, 81034 – Mondragone (Ce), Tel. 0823.979329; 0823.975421; fax 0823. 974011; e-mail: biblioteca@mondragone.net; sito internet: http://informagiovani.mondragone.net.
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La cultura la fa Internet per i giovani di oggi

Internet è considerato dalle giovani generazioni ma anche dai genitori il mezzo migliore per documentarsi rispetto all'ormai sorpassata enciclopedia. E' uno dei risultati del sondaggio fatto in occasione del lancio di Sei più bravo di un ragazzino di 5^?, il primo game show di Sky Vivo in cui adulti e bambini si cimentano su domande di cultura elementare. Realizzato da Coesis Research per Sky intervistando un campione di oltre 1000 tra genitori di età compresa tra i 30 e 50 anni e figli tra i 10 e i 14 anni, il sondaggio fa emergere, forse a sorpresa, una forte identità di vedute.

La maggioranza di figli e genitori concorda nel ritenere di aver appreso cose utili ed educative dalla televisione. Per entrambi i campioni il telegiornale è il programma che stimola di più il dialogo (60% per i genitori e 54% per i figli), seguito dal quiz (22% per i genitori e 25% per i figli) che genitori e figli ritengono aiuti a stimolare maggiormente il dialogo rispetto a sport, film, fiction e telefilm. Un tema che crea un maggiore gap tra adulti e figli è quello sul numero di insegnanti: entrambi sono favorevoli ad avere un insegnante per ogni materia, ma mentre la percentuale dei ragazzi raggiunge l'87%, quella dei genitori è del 59% contro il 41% di coloro che optano per l'insegnate unico.

Ma la tradizione emerge preponderante quando si chiede la preferenza tra lavagna classica e quella elettronica: 74% dei genitori e 84% dei figli. Infine, anche se la maggioranza di adulti e figli sanno collocare Wall Street a New York, 1 su 4 ritiene sia a Londra; nello specifico la percentuale degli adulti è del 27% mentre quella dei ragazzini del 26%.
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Dipendenza dal web: la nuova “droga” dei giovani

di Antonio Rungi

Da anni ormai si parla della dipendenza da Internet o da Web. “I nuovi drogati della rete” sono non solo i bambini, i ragazzi, i giovani, ma anche adulti ed anziani. Nessuna categoria di persona è esclusa da questa vera e propria malattia. Una nuova formula è stata concepita ed è: “Senza Internet non possiamo vivere”. E sembra proprio essere così. Gli ultimi dati scientifici e le ricerca in questo campo confermano la tendenza generale al fenomeno della dipendenza dal Web, soprattutto in quei paesi, occidentali ed europei, dove la tecnologia è all’avanguardia e la banda larga permette connessioni velocissime.
Questa malattia del cuore, della mente e della vita moderna è chiamata discomgooglolation: un temine molto difficile, ma che indica esattamente di che cosa stiamo parlando. Infatti, se vi sentite stressati o ansiosi quando siete lontani dal pc e non potete navigare su internet allora sappiate che soffrite di discomgoogolation. Di questa nuova malattia è affetto il 44% della popolazione britannica. Le cause? L'aumento della banda larga che mette a disposizione milioni di informazioni alla velocità di un click.
L'etimologia di questo neologismo deriva dal termine inglese "discombobulate", che significa "scombussolamento", e da Google, celebre motore di ricerca sul web. La ricerca è stata condotta su più di 2mila britannici intervistati durante la prima settimana di luglio. Ne è emerso che il 44% soffre di questa malattia, ovvero la "discomgoogolation", mentre il 27% ha ammesso che, quando non si ha la possibilità di connettersi ad internet, il livello di stress aumenta.
David Lewis, famoso neuropsicologo, ha notato, attraverso la misurazione del battito cardiaco, dell'attività celebrale e della pressione sanguigna, la manifestazione di "discomgoogolation", nei partecipanti che non potevano accedere ad Internet.
Tra i dati emersi dal sondaggio, il 76% dei britannici ha dichiarato di non riuscire a vivere senza internet, il 47% considera il web più importante della religione mentre il 20% dedica più attenzioni alla navigazione che al proprio partner.
Se la malattia è chiara e i sintomi sono evidenti, come quello di stare molto tempo davanti al computer e collegati ad Internet, c’è ad essa una terapia adeguata per curarla in parte o guarirla del tutto. Questa cura consiste ne chiudere definitivamente le connessioni alla rete telematica e non cercare surrogati quando non si ha la possibilità di essere collegati.
Molti che soffrono di simile malattia hanno pensato bene di ritirarsi in quei luoghi ove fisicamente e tecnicamente è impossibile trovare una qualsiasi connessione. Isolati dal mondo, mediante una nuova forma di eremitaggio, che esclude la possibilità della comunicazione non solo reale, ma anche virtuale.
Oggi privare un bambino del suo cellulare, i genitori altrettanto, i professionisti, i lavoratori in ogni settore di questo indispensabile mezzo di comunicazione, significa isolarli dal mondo, emarginarli virtualmente ed azzerarli nella loro persona ed attività.
Come in tutte le questioni, prima creiamo i mostri e poi li vogliamo abbattere. Prima si è fatto tanta pubblicità ad Internet, alla rete telematica, ai cellulari ed ora si vuole correre ai ripari. In che modo? Nessun lo sa. Lo sanno tuttavia quanti soffrono di questa strana malattia sia nella mente e sia nella forma verbale con la quale è espressa. Non abbiamo bisogno di visite specialistiche o di dottori particolarmente bravi, abbiamo bisogno per curarla, staccarci una volta per sempre dal computer e dalle connessioni Internet soprattutto superveloci, per riconquistare la libertà, la pace e i rapporti umani tra persone in carne ed ossa. Dobbiamo fare opera di prevenzione soprattutto tra le nuove generazioni che sempre più sostengono che “senza Internet non possiamo vivere, lavorare, interagire, progettare, risolvere i problemi con un semplice clic di mouse accedendo a tutte quelle informazioni che possono soddisfare in tempo reale ogni necessità. E per raggiungere lo scopo è urgente impegnarsi a vivere insieme agli altri e non a rifuggire dai contatti umani, né tantomeno a rifugiarsi nel privato e nel solitario.