Psicologia
 
Psicologia
4.3.3.4. PSICOLOGIA

Finalità

Il corso ha le seguenti finalità:

1. rendere l’alunno consapevole della peculiarità di uno studio scientifico della personalità e delle funzioni psichiche, con particolare sensibilità alla complessità ed ai limiti di questa scienza e della continua evoluzione dei suoi risultati;

2. consentire all’alunno di acquisire la consapevolezza delle aree di competenza, degli indirizzi, delle attività professionali attorno a cui si sviluppa oggi nel contesto socio-culturale italiano la ricerca e l’applicazione della psicologia;

3. determinare nell’alunno l’acquisizione di esperienze, sia pure limitate, inerenti alla metodologia di ricerca nelle aree psico-sociali. In particolare l’alunno dovrà divenire consapevole della opportunità e del valore di un approccio multidisciplinare ai problemi psico-sociali.

Obiettivi di apprendimento

Lo studente al termine del corso deve dimostrare di essere in grado di:

1. indicare e distinguere i principali temi di ricerca, nuclei problematici e metodologie di ricerca sperimentale ed empirica, in particolare pertinenti le aree della psicologia sociale, evolutiva, educativa, dei mass media (are e ritenute fondamentali e prioritarie, come specificato nei contenuti);

2. saper citare le denominazioni ed i campi di ricerca distintivi delle principali scuole psicologiche operanti nelle aree sopra citate, e solo alcuni dei principali autori di riferimento per tali scuole;

3. saper definire l’ambito di riferimento, le problematiche fondamentali, gli orientamenti di riflessione e di ricerca principali pertinenti ai seguenti argomenti-chiave:

3.1. il concetto di ciclo di vita;
3.2. la malattia mentale
3.3. la psicoterapia;
3.4. il concetto di identità;
3.5. l’importanza della relazione e della comunicazione;
3.6. la persona e il lavoro;
3.7. linguaggio e pensiero;
3.8. il concetto di orientamento scolastico;
4. essere in grado di cooperare allo svolgimento di una ricerca in area psico-sociale, rispettando una corretta impostazione metodologica;

5. dimostrare l’uso appropriato di terminologia e lessico appropriati per la definizione dei concetti psicologici connessi ai temi presenti in tutti i precedenti punti sopra elencati.



Contenuti

1. L’area della Psicologia Sociale (Fondamentale)
1.1. I nuclei tematici:
1.1.1. il ruolo sociale;
1.1.2. la formazione di stereotipi;
1.1.3. la dinamica del pregiudizio;
1.1.4. dinamiche di gruppo e identità individuale: conformità e pressione di gruppo; differenziazione e categorizzazione sociale.

1.2. Le scuole/autori cui fare riferimento per l’illustrazione dei nuclei tematici:
1.2.1. l’interazionismo simbolico (G. H. Mead);
1.2.2. la teoria del campo (K. Lewin);
1.2.3. G. W Allport;
1.2.4. E. E. Asch; la scuola della psicologia sociale europea: H. Tajfel, S. Moscovici.
1.3. I possibili casi-temi di ricerca per la classe:
1.3.1. il pregiudizio razziale;
1.3.2. lo stereotipo maschile e femminile;
1.3.3. il conformismo.

2. L’area della psicologia evolutiva e del ciclo di vita (Fondamentale)
2.1. I nuclei tematici:
2.1.1. l’evoluzione della persona e le fasi del ciclo di vita;
2 . 1 . 2. la genesi della identità e la integrazione dell’Io;
2.1.3. l’evoluzione rispetto ai condizionamenti ambientali ed istintuali.
2.2. Le scuole/autori cui fare riferimento per l’illustrazione dei nuclei tematici:
2.2.1. J. Piaget; la psicoanalisi;
2.2.2. E. H. Erickson; L. Berkowitz;
2.2.3. l’approccio etologico (U. Bronfenbrenner).
2.3. I possibili casi-temi di ricerca per la classe:
2.3.1. la sessualità ed il suo diverso significato nelle
varie fasi del ciclo di vita;
2.3.2. la condizione dell’anziano;
2.3.3. la crisi adolescenziale.

3. L’area di psicologia dell’Educazione (Fondamentale)
3.1. I nuclei tematici:
3.1.1. il rapporto tra pensiero, azione, linguaggio;
3.1.2. il pensiero produttivo e la creatività;
3.1.3. l’uomo elaboratore attivo della informazione.

3.2. Le scuole/autori cui fare riferimento per l’illustrazione dei nuclei tematici:
3 . 2 . 1 . J. Bruner; l’indirizzo tassonomico (B. S.Bloom, R. M. Gagner);
3 . 2 . 2 . l ’ approccio gestaltista (K. Duncker, W. Kohler);
3 . 2 . 3. l’approccio Human Information Processing (HIP).
3.3. I possibili casi-temi di ricerca per la classe:

3 . 3 . 1. l’orientamento scolastico e preprofessionale, l’autoorientamento;
3.3.2. l’apprendimento della lettura;
3.3.3. pensiero divergente e convergente.

4. L’area di psicologia delle differenze individuali (Complementare)
4.1. I nuclei tematici:
4.1.1. la variabile maschio/femmina;
4.1.2. la variabile campo dipendenza/campo indipendenza;
4.1.3. la variabile impulsività/riflessività.
4.2. Le scuole/autori cui fare riferimento per l’illustrazione dei nuclei tematici:
4.2.1. A. Anastasi;
4.2.2. H. A. Witkin;
4.2.3. J. Kagan.
4.3. I possibili casi-temi di ricerca per la classe:
4.3.1. le diversità degli stili cognitivi;
4.3.2. campo dipendenza e campo indipendenza;
4.3.3. lo svantaggio culturale come fattore di apparente
differenza individuale.

5. L’area di psicologia del lavoro (Complementare)
5.1. I nuclei tematici:
5.1.1. la selezione attitudinale e la critica al concetto di attitudine legata solamente a capacità prestazionali;
5.1.2. la motivazione come fattore centrale nel rapporto con il proprio lavoro;
5.1.3. l’ambiente di lavoro: gruppi formali ed informali;
5.1.4. l’ambiente di lavoro: l’apporto dell’approccio ecologico e della psicologia ambientale alla comprensione del rapporto tra condizioni ambientali e benessere personale.
5.2. Le scuole/autori cui fare riferimento per l’illustrazione
dei nuclei tematici:
5.2.1. la scuola statunitense;
5.2.2. la scuola inglese;
5.2.3. la scuola francese.
5.3. I possibili casi-temi di ricerca per la classe:
5.3.1. la motivazione alla scelta del lavoro;
5.3.2. gli stereotipi professionali;
5.3.3. la formazione all’esterno ed all’interno dell’istituzione lavorativa.

6. L’area di psicologia delle comunicazioni di massa (Fondamentale)
6.1. I nuclei tematici:
6.1.1. comunicazione verbale e non verbale; importanza della metacomunicazione nel messaggio;
6.1.2. le specificità della comunicazione di massa rispetto alla comunicazione interpersonale;
6.1.3. gli effetti dei mass media.
6.2. Le scuole/autori cui fare riferimento per l’illustrazione
dei nuclei tematici:
6.2.1. la scuola di Palo Alto (P. Bateson, P. Wa t z l a w i t c h ) ;
6.2.2. l’approccio psico-sociologico (D. McQuail, G. Cro c k i t e ) ;
6.2.3. gli studi classici sugli effetti (J. T. Klapper).
6.3. possibili casi-temi di ricerca per la classe:
6.3.1. la comunicazione persuasiva e la pubblicità;
6.3.2. la rappresentazione della violenza;
6.3.3. le informazioni di contesto e non verbali in un messaggio.

7. L’area di psicologia dell’Educazione (Complementare)
7.1. I nuclei tematici:
7.1.1. il concetto di malattia mentale come disturbo funzionale nella integrazione della personalità, nei processi di simbolizzazione, e nella relazione con gli altri;
7.1.2. normalità e patologia, con sensibilizzazione alla difficoltà di una diagnosi, alla contiguità tra le due condizioni, all’influenza socio-culturale nella emissione di un giudizio diagnostico;
7.1.3. i diversi approcci terapeutici: psicodinamismo, comportamentale, non direttivo, umanistico, fenomenologico-esistenziale, sistematico, gestaltista e cognitivo, di gruppo, individuale, breve e protratto.
7.2. Le scuole/autori cui fare riferimento per l’illustrazione dei nuclei tematici:
7 . 2 . 1. la scuola psicodinamica e psicoanalitica nei suoi vari orientamenti;
7.2.2. l’orientamento umanistico (C. Rogers, A. Maslow);
7.2.3. l’ approccio sistematico e la scuola di Palo Alto;
7.2.4. la terapia comportamentale;
7.2.5. l’approccio fenomenologico-esistenziale;
7.2.6. la terapia della Gestalt e cognitivista.
7.3. I possibili casi-temi di ricerca per la classe:
7.3.1. il dibattito sull’antipsichiatria;
7.3.2. sistemi familiari e genesi di patologie;
7.3.3. la stereotipia del malato di mente nei modelli di cultura popolari.
8. L’area di psicologia dei processi cognitivi (Complementare )
8.1. I nuclei tematici:
8.1.1. la categorizzazione e la formazione dei concetti;
8.1.2. la genesi del linguaggio nella comunicazione
interpersonale ed in sinergia con la socializzazione;
8.1.3. la memoria come funzione selettiva ed attiva;
8.1.4. la curiosità, la motivazione epistemica, l’apprendimento motivato.
8.2. Le scuole/autori cui fare riferimento per l’illustrazione dei nuclei tematici:
8.2.1. J. Bruner;
8.2.2. la scuola socio-cognitiva russa (A.R. Lurija, L.S. Vigotskij);
8.2.3. il cognitivismo (D. Norman, U. Neisser);
8.2.4. D. E. Berlyne.
8.3. I possibili casi-temi di ricerca per la classe:
8.3.1. motivazione ed apprendimento;
8.3.2. le tecniche di memorizzazione;
8.3.3. linguaggio infantile e le diversità da quello adulto.

Indicazioni didattiche
Premessa
I contenuti vengono proposti di seguito attraverso una serie di aree che coincidono con momenti di rilevanza sociale e di professionalizzazione della psicologia nell’attuale contesto socio-culturale. Questa scelta è fortemente selettiva, ed è imposta dalla combinazione restrittiva del limitato numero di ore disponibili e dalla scelta della prima finalità del corso, legata ad una funzione di illustrazione della realtà attuale dell’operare della psicologia più che ad una documentazione completa della disciplina, della sua storia
e dei suoi metodi. Per ciascuna di queste aree vengono indicati alcuni nuclei tematici ritenuti centrali, attraverso cui off r i re ai discenti una idea dello specifico dell’area. Per ciascuna area vengono anche indicate alcune scuole e/o autori attraverso cui i nuclei tematici debbono essere tematizzati, senza l’obbligo di sviluppare esaustivamente a livello didattico un insegnamento completo su tali scuole e/o tali autori. Le scuole e gli autori debbono essere utilizzati piuttosto per illustrare i diversi approcci o i diversi contenuti dei nuclei tematici, e sono indicati quindi non come ulteriori contenuti, ma come supporti di riferimento per lo sviluppo della didattica sui contenuti. Infine nell’ambito di ciascuna area vengono proposti alcuni temi che possono divenire oggetto di casi su cui svolgere un lavoro di ricerca con la classe. Tra tali temi casi se ne potrà scegliere uno per ogni anno, privilegiando quelli più attinenti agli interessi della classe e aperti ad analisi anche multi-disciplinari. L’elenco dei temi-casi offerto non va ritenuto chiuso, e potrà essere aggiornato
quando emergano temi più attuali e rilevanti. I contenuti presentati nel programma indicano nuclei tematici, scuole e possibili temi da trattare come casi di ricerca che si riferiscono alla attuale situazione scio-culturale ed ai campi di pertinenza e di applicazione della disciplina psicologica. È ovvio però che con il passare del tempo e anche rapidamente in certi settori, tali riferimenti possano mutare, e si renda opportuno e necessario aggiornare l’elenco dei temi e degli argomenti di ricerca. Fermo restando quindi la finalità di rendere i discenti consapevoli delle competenze e delle applicazioni di questa disciplina, ed anzi proprio per ottemperare a questa finalità si renderà periodicamente necessario un aggiornamento dei contenuti del programma. Una ulteriore avvertenza conclude queste premesse: benché nello spirito di questo insegnamento stia l’obiettivo di orientare gli studenti ad una comprensione dei ruoli, dei compiti, del significato culturale e professionale della psicologia nella nostra società civile, non è in alcun modo proposito nè è possibile tecnicamente considerare questo iter educativo come preprofessionalizzante. Si tratta soltanto di rendere i discenti consapevoli di cosa è e cosa fa oggi la psicologia, affinché possano filtrare criticamente le informazioni a carattere ed ispirazione psicologica che percorrono la società civile e l’attività professionale, nonché la letteratura giornalistica. Ciò restando ben al di qua di qualsiasi intento di preparazione professionale, del resto impossibile nei tempi e modi disponibili per l’insegnamento.

La gradualità degli obiettivi

La scansione dell’apprendimento orientato al perseguimento degli obiettivi si realizza tenendo conto di quattro sinergiche indicazioni:
1. sviluppare per il primo anno del triennio le aree a carattere più generale, e solo negli anni successivi affrontare i temi più specifici e più vicini ad attività professionali e di applicazione. In particolare – seguendo questa logica – l’insegnamento relativo alle aree cognitiva, delle differenze individuali, evolutiva e del ciclo di vita, sociale deve precedere l’insegnamento relativo alle aree dell’educazione, del lavoro, delle comunicazioni di massa, e clinica e della personalità;
2. tenere conto della scansione tra aree fondamentali e aree complementari. In questo caso la distinzione significa che nell’arco dell’anno di insegnamento sarà opportuno dare priorità e maggiore spazio relativo alle aree fondamentali, a scapito almeno parziale delle aree complementari. Ciò tuttavia non deve esimere dallo sviluppo di un insegnamento anche nelle aree cosiddette complementari;
3. modulare i nuclei tematici in modo tale da favorire la motivazione all’apprendimento della classe, coerentemente con il livello ed il tipo di interesse presente nella classe stessa;
4. porre in atto in ogni anno almeno una ricerca centrata su uno dei temi-caso di ricerca elencati nel programma.

La scelta di tale tema-caso di ricerca andrà operata tenendo conto dei nuclei tematici più motivanti, degli interessi della classe, e della possibilità di aprire attraverso esso un dialogo multi-disciplinare soprattutto con le materie di sociologia e pedagogia.

Articolazione dei contenuti e metodologia didattica

Per realizzare le finalità e gli obiettivi individuati ci si è data una articolazione che ha forte rilievo metodologico. Si sono infatti distinti:
1. aree: intendendosi con questa dizione settori di studio, ricerca, applicazione della disciplina psicologica, che hanno dato luogo di fatto storicamente a indirizzi e sotto-discipline specialistiche. La griglia delle aree costituisce di per sé uno schema atto a fare apprendere i principali indirizzi e campi della psicologia quale è venuta fin qui delineandosi;

2. nuclei tematici: intendendosi con questo termine problematiche, ricerche, dibattiti di rilevanza teorica, culturale e sociale, attraverso cui sia possibile farsi una idea realistica dell’apporto che la psicologia può offrire nell’ambito delle diverse aree;

3. scuole e/o autori: presentati qui non come oggetto autonomo ed esaustivo di studio e di apprendimento, ma in funzione della illustrazione dei nuclei tematici, e quindi come riferimenti critici ed esemplificativi. Non si deve quindi pretendere – nel limitato arco di tempo disponibile per la disciplina – una presentazione esaustiva degli indirizzi e/o degli autori citati, ma solo un riferimento pertinente ai nuclei tematici;

4. i temi-casi di ricerca: sono intesi sia ad attivare l’attenzione e la partecipazione dei discenti, sia ad apprendere indirettamente elementi di metodologia di ricerca e a confrontare apporti diversi sia di scuole psicologiche sia di discipline affini. Inoltre lo sviluppo di ricerche su temi-casi dovrà essere attinente a quanto illustrato nei nuclei tematici a livello più teorico, e quindi costituire anche uno degli elementi di verifica dell’apprendimento. Questa articolazione è nata per affiancare – a livello metodologico – alla esposizione o lezione, utile per l’illustrazione dei nuclei tematici, delle scuole e degli autori, una modalità di apprendimento attraverso ricerca attiva in équipe, mirate a specifici e delimitati progetti che ruotino attorno ai temi-casi indicati.

La verifica e la valutazione

Non può essere appropriatamente usato un unico criterio per la valutazione dell’apprendimento dei nuclei tematici e per la valutazione del lavoro sui casi-ricerca attivati.
Distinguiamo quindi tra valutazione sui nuclei tematici e per la valutazione dei casi-ricerca.

1. Valutazione dell’apprendimento dei nuclei tematici, delle scuole e degli autori.
Si suggerisce la somministrazione di un «questionario di ingresso» finalizzato ad accertare il livello maturato dagli studenti rispetto al lavoro svolto nel biennio, relativo soprattutto al possesso ed alla comprensione di parole e concetti centrali per l’insegnamento nel triennio.

Durante l’anno si suggeriscono periodiche valutazioni formative rispetto alle singole tematiche, scuole e letture.
La valutazione formativa è di tipo analitico, ed ha come obiettivo quello di fornire indicazioni circa il procedere dell’apprendimento. Può essere attuata sia sotto forma di colloqui che di questionari individuali. Al termine di ogni quadrimestre appare preferibile una valutazione di sintesi il cui obiettivo è l’accertamento del possesso di capacità di integrazione, riorganizzazione, interrelazione dei contenuti acquisiti. In questa accezione appare adeguata l’adozione di un colloquio orale personalizzato.
2. La valutazione rispetto ai temi-ricerca

Poiché lo sviluppo di casi-ricerca implica l’attivazione di un lavoro di gruppo (che si consiglia di articolare in piccoli gruppi, non superiori a 4/5 unità), la valutazione dovrà essere svolta sulla base di una esposizione illustrativa ripartita tra i vari partecipanti, fatta alla classe sulla base di documenti e produzioni illustrative (tabelloni, schemi, computerizzazione, esemplificazioni, ecc.), seguita da dibattito ed approfondimento, nonchè dalla compilazione di un questionario individuale.